UN’ATTESA MENTALE

Molti associano il raggiungimento dello stato della meditazione con l’esatta sinergia tra rilassamento, concentrazione e silenzio interiore e ciò è un buon inizio, come è vero che questa pratica si può trasformare in un’esperienza mistica inaspettata e indescrivibile.

Qui mi collego al titolo del post, infatti può capitare che durante le fasi di rilassamento e concentrazione, dopo che il corpo e la mente hanno raggiunto quello che chiamo “il punto della soglia”, non ci accorgiamo che siamo in uno stato di attesa mentale.

Questa si può manifestare inconsapevolmente, per tutta la durata o parte della meditazione, con la sensazione che da un momento all’altro ci debba arrivare un’intuizione o una visione e così via che possa risolvere una situazione o darci la risposta a quel dubbio che ci ha spinto a praticare in quel momento.

Quando ci accorgiamo di questo si rischia di perdere lo stato di concentrazione o addirittura fastidio, l’importante è non giudicarci e portare attenzione al silenzio della stanza che ci avvolge, ascoltarlo non con la mente ma con il corpo fino al punto di essere quel silenzio (quindi cominciare ad essere connessi con il tutto).

Occorre trattare l’inganno dell’attesa mentale come un rimasuglio di razionalità e lasciarlo scorrere come gli altri pensieri, come quando ad esempio, siamo nel parco sotto casa seduti sulla nostra panchina preferita e distrattamente guardiamo i passanti scorrere uno dopo l’altro, fino a quando la nostra attenzione li accetterà come parte del tutto… e li lascerà andare…

(misticismo quotidiano)

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