BERE DALLA FONTE

Per quanto sia un paradosso definire un qualcosa di unico e personale come “il lavoro su di se”, possiamo provare a dire che si tratta di un processo di agguati, un percorso interiore, una rivoluzione umana, che da i suoi frutti con il risveglio della coscienze e dell’anima.

Questa “scelta”, si perché per svegliarci dobbiamo deciderlo e volerlo davvero con tutto il cuore, non è una cosa che si fa per passarsi via il sabato sera con gli amici, è una strada che spesso richiede sforzi pratici, disciplina e soprattutto amore.

La via del risveglio attinge da equilibri cosmici in costante evoluzione oltre che da conoscenze senza tempo quanto l’universo.

Le scuole che si ergono oggi sulla figura di un maestro morto, è basilare che strutturino i loro percorsi attualizzando i principi ai quali si rifaceva quell’avatar, gli esempi che offriva ai suoi discepoli, gli strumenti comunicativi con i quali aiutava ad apprendere e applicare tecniche come il ricordo di se o la meditazione.
Il culto e l’idolatria spesso non fanno altro che portare l’attenzione all’esterno.

Quindi il “qui e ora” è sempre alla base del risveglio, ovviamente, occorre contestualizzarlo con le problematiche e le difficoltà che incontriamo nel nostro percorso quotidiano.

Nell’era (dell’acquario) nella quale viviamo, molte conoscenze sono accessibili a tutti grazie all’avvento di internet; il nostro compito è trovare in noi la fonte della coscienza universale e berne l’acqua, stando ben attenti a non dissetare solo la nostra mente con le borracce del sapere passate da altri esseri umani.

(misticismo quotidiano)

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