NON CI ACCORGIAMO

Chiunque di voi conosca Gurdjieff ha già sentito parlare di “ricordo di sè”.

Rispolveriamo il concetto prima di arrivare al cuore del post e riagganciarci al titolo.

Il “ricordo di sè” è un esercizio molto potente che ci permette di sperimentare e con il tempo vivere uno stato di presenza, che ci porterà alla scoperta ella nostra essenza più profonda.

Per questo tipo di esercizio è fondamentale imparare a riconoscere in primis quando “non ci siamo”, quando “ci addormentiamo” o semplicemente quando siamo assenti.

Cosa succede in quel momento di assenza? Abbiamo la possibilità di intravedere la nostra meccanicità, grazie alla quale riconosciamo le molteplici piccole parti di noi che prendono il controllo discostandoci da uno stato di presenza.

“Noi siamo quelli che fummo quando ci presero alle spalle”: in quel momento se riusciamo a creare un collegamento possiamo sviluppare una conoscenza di noi stessi enorme, profonda e onesta.

Ritorniamo al discorso dell’assenza facendo degli esempi: mentre leggiamo un libro succede che ci rendiamo conto di perdere il filo e non ci ricordiamo nulla e di ritornare indietro anche di una pagina per comprendere il senso dei contenuti. Oppure mentre parliamo con un amico ci distraiamo e dobbiamo chiedergli di ripetere cosa ha appena detto?

In quei momenti dove finiamo? Succede che una piccola parte di noi che vive nel passato o nel futuro ha il controllo della situazione allontanandoci dal qui e ora.

Facciamo qualcosa e intanto pensiamo ad altro.

Così non ci accorgiamo di aver vissuto un’intera giornata, perché dentro di noi si sono susseguite delle piccole parti, che hanno preso il comando a turno della postazione di controllo mentre facevamo altro e non eravamo presenti.

Così camminiamo per strada e non ci accorgiamo del cielo, delle piante, dei visi che abbiamo incrociato, degli sorrisi, delle lacrime, dei suoni, non accorgendoci così della bellezza del mondo.

Siamo talmente distratti, sballottati tra passato e futuro, che non ci accorgiamo del qui e ora e neppure dell’odore di bruciato che arriva dalla cucina da quanto siamo addormentati e imbambolati da quel rumore che abbiamo in testa.

La meditazione e il “ricordo di se” sono strumenti preziosi per coltivare consapevolezza e risvegliarsi, imparare a praticarli è fondamentale per riportarci nel qui e ora.

(misticismo quotidiano)

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